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Esperti internazionali a confronto in un convegno organizzato dall’Ass Bassa Friulana-Isontina

04 dicembre 2015
Porre attenzione alla salute anziché alla malattia.
Può sembrare paradossale, ma in campo sanitario la rivoluzione parte proprio da qui e giovedì prossimo l’auditorium di via Roma ospiterà la quarta conferenza regionale della rete “Hph&Hs-Health promoting hospitals & Health services”.

La rete degli ospedali che promuovono la salute del Friuli Venezia Giulia è stata costituita nel novembre 2003 a Monfalcone con la sottoscrizione di un accordo quinquennale da parte dei direttori generali delle sei aziende sanitarie promotrici.

Quel progetto temporaneo è poi diventato una struttura stabile.
L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e delle relazioni tra ospedali e comunità, ma anche la soddisfazione del personale, dei pazienti e dei loro familiari.
A fare da Centro di coordinamento per la gestione tecnico-professionale dell’iniziativa era stata chiamata l’Ass numero 2 e ieri mattina i suoi vertici hanno illustrato i contenuti del congresso regionale “Gli standard di qualità in Promozione della salute-Costi e benefici per la governance dei percorsi assistenziali”.

A guardare gli ospiti presentati da Cristina Aguzzoli, coordinatrice regionale Hph, la valenza sembra poter travalicare i confini del Friuli Venezia Giulia.
Lo sguardo è sicuramente di più ampio respiro.
Il programma si articola in due sessioni e tra gli altri saranno presenti Hanne Tonnesen, responsabile internazionale della segreteria scientifica dell’Oms e presidente dell’International Scientific Clinical Health Promotion Society, e Luigi Maselli, attivatore alla Sapienza del Corso di alta formazione in “Health sciences and lifestyle medicine”.

La prima avrà il compito di descrivere le strategie più efficaci di inserimento della promozione della salute nei percorsi assistenziali.
Attraverso l’integrazione delle risorse dei territori è infatti possibile migliorare la salute dei cittadini,diminuire i costi dell’assistenza e incidere sulla qualità della vita ad ogni livello.

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Il secondo passerà dall’approccio organizzativo all’analisi del ruolo dell’operatore, chiamato a dare l’esempio delcambiamento negli stili di vita.
«L’Oms – ha ricordato Giovanni Pilati, direttore generale dell’Ass Bassa Friulana Isontina – vieta per contratto ai propri dipendenti di fumare in pubblico. Lavorano per la più importante organizzazione mondiale in campo sanitario, devono quindi essere un esempio».

La rete Hph Fvg conta 13 aziende aderenti ed è una delle più attive a livello mondiale.
Nel corso delle sessioni verranno illustrate anche diverse esperienze italiane e regionali fino a quella interattiva sui giovani del sistema “What’s Up” e a quelle dedicate al benessere degli operatori e ai percorsi assistenziali che danno autonomia alle persone che si trovano in condizioni di patologia cronica. (ste.bi.)

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